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Perché a volte il desiderio di un figlio non si realizza, anche quando sembra che ci sia tutto?

21 lug
Tempo di lettura: 3 min


Perché ci sono donne che fanno apparentemente tutto nel modo giusto e, nonostante questo, la gravidanza non arriva?

  • Mangiano in modo sano.

  • Assumono vitamine.

  • Meditano.

  • Si prendono cura del loro corpo.

  • Osservano il loro ciclo.

  • Leggono libri.

  • Si informano.

Fanno tutto ciò che è nelle loro possibilità.

Eppure, mese dopo mese, quel test di gravidanza continua a essere negativo.

Allo stesso tempo vedono altre donne che sembrano non prestare alcuna attenzione alla propria salute e rimangono incinte con naturalezza.


A un certo punto molte delle donne che accompagno mi dicono sempre la stessa frase.

"Sto facendo tutto. Eppure non succede."

È proprio lì che, per me, inizia un'altra prospettiva.


Non perché creda che l'alimentazione, il movimento o gli accertamenti medici non siano importanti. Anzi, spesso rappresentano una base fondamentale.

Eppure, negli anni, ho incontrato tante donne con un corpo sano, esami nella norma e nessuna spiegazione evidente.


E la gravidanza continuava a non arrivare.

Questa esperienza mi ha resa curiosa.

Non verso l'ennesimo metodo.

Ma verso la persona che si nasconde dietro al desiderio di avere un figlio.

Molti anni fa lessi un libro che ha lasciato un segno profondo dentro di me.


C'è un pensiero che non mi ha mai abbandonata.

Lei descrive il corpo femminile come qualcosa che non può essere separato dalla storia della donna che lo abita.

Parla di emozioni.

  • Di vergogna.

  • Di paura.

  • Di adattamento.

  • Del bisogno di essere perfette.

  • Della sensazione di non essere mai abbastanza.

Non come spiegazioni semplici di una malattia.

Ma come parti della nostra storia.


Questa visione ha cambiato profondamente il mio modo di guardare le donne.

Perché anche nelle mie accompagnamenti continuo a riconoscere dei fili comuni.

Incontro spesso donne che hanno imparato a fare, a funzionare e a pretendere molto da sé stesse.

Donne che, fin da piccole, hanno sentito che l'amore, il riconoscimento o il sentirsi al sicuro dipendevano dall'essere brave.

Dall'essere forti. Dal fare tutto nel modo giusto.


Naturalmente ogni donna ha una storia diversa. Ogni vita è unica.


Ed è proprio per questo che non credo esista un'unica causa dietro a un desiderio di maternità che non si realizza.


Ma continuo a pormi una domanda.

E se il corpo, a volte, stesse cercando di raccontarci qualcosa che le parole non riescono ancora a esprimere?


E se il desiderio di un figlio fosse anche un viaggio emotivo, oltre che fisico?


Sono queste le domande che porto con me ogni giorno.

  • Non per cercare un colpevole.

  • Non per dare una spiegazione a una malattia.

Ma per creare uno spazio in cui sia possibile ascoltare.

Credo profondamente che ogni essere umano custodisca dentro di sé una saggezza.

Una parte che, spesso, sa già da molto tempo ciò che ha bisogno di essere visto.


Ma quando tutta la nostra attenzione è rivolta soltanto a migliorare il corpo e fare cosa ci dicono di fare , quella voce rischia di non trovare più spazio.

  • Misuriamo.

  • Controlliamo.

  • Programmiamo.

  • Ottimizziamo.

E, senza accorgercene, perdiamo il contatto con noi stessi.


Per questo il mio lavoro non si limita all'alimentazione, all'Ayurveda o al ciclo mestruale.

Mi interessa anche la storia che ogni donna porta con sé.

  • Le esperienze vissute.

  • Le ferite.

  • Le convinzioni profonde.

  • Il modo in cui guarda sé stessa.

  • Il rapporto con il proprio corpo.

  • Il rapporto con il proprio essere donna.


E una domanda che ritorna sempre.

Che cosa, dentro di te, desidera essere visto prima che una nuova vita possa trovare il suo spazio?


So che non tutte le donne scelgono questo percorso.

Ed è giusto così.

Ognuna segue il proprio tempo.

Credo però che le donne che arrivano da me sentano già, nel profondo, che la loro risposta non si trova soltanto nel corpo.

Ma molto più in profondità.


E se oggi una donna non è pronta a percorrere questa strada, non significa che stia sbagliando.

Forse non è ancora il suo momento.

Forse sarà la vita stessa a riportare quel tema davanti a lei.

  • Attraverso una relazione.

  • Attraverso un figlio.

  • Attraverso una malattia.

  • O attraverso un'altra esperienza.


Io credo che ciò che desidera essere visto continuerà a bussare alla nostra porta.

Non per punirci, ma perché aspetta, con pazienza, di essere finalmente accolto.


E forse è proprio lì che inizia una forma di guarigione.

Una guarigione che non significa necessariamente eliminare una malattia o ottenere una gravidanza.


Ma incontrare sé stesse a un livello molto più profondo.


Con tanto amore Nadia

 
 
 

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