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Pensavo di essermi lasciata alle spalle questa versione di m



Scorsa settimana prima di andare a letto, mi sono fermata davanti allo specchio e all'improvviso l'ho riconosciuta:

La versione di me che credevo di aver lasciato alle spalle da tempo.


Una versione che pensa che di più sia sempre meglio:

  • Lavorare di più.

  • Fare di più.

  • Dare di più.

  • Portare di più.

  • Salvare di più.


Perché allora, finalmente, andrà tutto bene.


E a pensarci bene, non c'era nulla di strano nel fatto che quella sera mi trovassi proprio lì.

Il mio business è in costruzione.

Affitare casetta per vacance è in costruzione.

Kumkuma che voglio che rimane in vita.


A volte ho la sensazione che tutto ciò che fa parte della mia vita si trovi in una fase di crescita oppure in una sorta di modalità salvataggio.


E senza accorgermene ero scivolata di nuovo dentro una vecchia storia.

Una storia che conosco da quando ero bambina.


La storia che dice che il duro lavoro viene premiato.

Che bisogna meritarsi la sicurezza.

Che basta fare abbastanza e prima o poi tutto diventerà più facile.


Mentre mi guardavo allo specchio, mi resi conto di quanto fossi diventata irritabile, stanca e tesa. Di quanto stessi lottando contro me stessa.


E all'improvviso capii una cosa:

  • Non era il mio business a mettermi sotto pressione.

  • Non era Kumakuma

  • Non era il Rustico.

Era una vecchia versione di me che aveva ripreso il controllo. Lei che vuole controllare tutt e lei che crede che il proprio valore dipenda da quanto riesce a fare.

Una versione che pensa di dover fare ancora un po' di più.

  • Ancora una cosa.

  • Ancora un'idea.

  • Ancora un progetto.


Come se dietro al prossimo obiettivo raggiunto mi stesse finalmente aspettando quella sensazione di essere abbastanza.


Più tardi il mio compagno mi ha chiesto solo una cosa e poco dopo mi ritrovai a piangere tra le sue braccia. (fase luteale buongirono ;D)


Ed eccola di nuovo:

  • Quella vecchia versione di me.

  • Quella che vorrebbe mollare tutto.

  • Quella che pensa di non farcela.

  • Quella che crede di essere responsabile di tutto.


Un tempo momenti come questo mi avrebbero accompagnata per giorni, persino per settimane. Avrei iniziato a dubitare di tutto e mi sarei chiusa in me stessa.


Ed è proprio lì che mi sono resa conto di ciò che è davvero cambiato:

  • Non la storia.

  • La storia torna ancora a trovarmi.

  • Non la paura; anche lei ogni tanto si fa sentire.

  • Non i condizionamenti anche quelli non sono semplicemente spariti.


Ciò che è cambiato è qualcos'altro.

Mi accorgo più velocemente quando una vecchia storia inizia di nuovo a raccontarmi chi dovrei essere.

Ed è proprio in quel momento che nasce la libertà.

Perché quando riconosco che a parlare non sono io, ma una vecchia versione di me, non sono più obbligata a crederle.

  • Posso ascoltarla.

  • Posso capire da dove arriva.

  • Posso sentire ciò che smuove dentro di me.

E allo stesso tempo posso decidere se seguirla oppure no.


La mattina seguente mi sono alzata e ho preso una decisione.

Non la decisione che improvvisamente andasse tutto bene.

Non la decisione che la paura fosse sparita.

Non la decisione di non dubitare mai più.

Ho semplicemente deciso di non essere la donna della sera prima.


E forse è proprio questo che spesso dimentichiamo:

  • La crescita non significa che le vecchie storie scompaiono.

  • Non significa che non proveremo mai più paura.

  • Non significa che non ricadremo mai più nei vecchi schemi.

Forse crescita significa accorgersi di ciò che sta accadendo, riconoscere quando una vecchia storia torna a bussare alla porta e scegliere poi consapevolmente se farla entrare oppure no.


Perché nulla al di fuori di noi verrà a salvarci.

Se continuiamo a credere che la sicurezza arriverà soltanto quando finalmente tutto funzionerà, passeremo la vita a rincorrerla.


La sicurezza o qualsiasi altra cosa non nasce fuori di noi.

Nasce nel momento in cui ci rendiamo conto di essere molto più dei nostri pensieri.

  • Più delle nostre paure.

  • Più dei nostri condizionamenti.


  • Tutto questo ci ha plasmato.

  • Tutto questo ci ha insegnato qualcosa.

  • Tutto questo fa parte del nostro cammino.


Ma nulla di tutto questo decide chi dobbiamo essere oggi.


E forse la crescita non consiste nell'eliminare per sempre i vecchi schemi, consiste nel riconoscerli quando si presentano.


Nel notare quando una vecchia storia ricomincia a raccontarci chi dovremmo essere.

Nell'ascoltarla senza crederle immediatamente e cadere nelle stessi abitudini.

E poi scegliere consapevolmente chi vogliamo essere oggi.


Perché un tempo una serata come quella mi sarebbe costata forse un'intera settimana o di più!


Oggi mi è costata una notte.


Ed è proprio lì che mi accorgo di quanto sia già cambiato.


Con tutto il cuore,


Nadia

 
 
 

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